Anche gli USA si sono arrabbiati con la giustizia italiana. Il motivo è la recente sentenza che ha condannato alcuni dirigenti di Google per il video del disabile pubblicato su Youtube. Un chiaro sintomo di ignoranza dei giudici nostrani nei confronti di Internet e che ci allontana dai Paesi più avanzati nel mondo.
Sabato ho partecipato con Nothing al 20° Ispirational Design Happening a Padova. All’evento c’era David Carson che ha tenuto una conferenza all’Alberto Del Biondi Industria del Design, il tutto sponsorizzato dal Bombay Sapphire. Ci sono andato da profano e ne sono uscito molto soddisfatto. Ma siccome non sono un designer, ne’ fino a qualche giorno fa sapevo chi era Carson, per le considerazioni sulla serata credo sia giusto indirizzarvi da uno specialista della materia, come appunto Nothing. Qui il suo post che vi invito a leggere. Di seguito pubblico un breve estratto preso malandrinamente dal suo blog:
Ad ogni modo David Carson, oltre ad essere una persona estremamente piacevole, ha detto poche cose (per circa un’ora di “conferenza succosa”), ma tutte estremamente interessanti.
Ha parlato di ispirazione, di fotografie, di famiglia, di esperienze, di “esserci”.
Qui alcune foto.
Più che la burocrazia, a fermare la lista del Pdl alle regionali del Lazio è stata l’incompetenza. Tanto che alcuni esponenti politici di centrodestra si stanno accusando tra di loro. Il tutto condito dalla risposta di Napolitano all’appello della Polverini, riassumibile in un “non mi rompere gli zebedei, se c’hai dei problemi va’ dai giudici”.
Adesso si sta scatenando un putiferio. Taluni “comunisti” fanno notare come il rispetto delle regole non sia un optional. Con il rischio poi che queste siano aggirate da una nuova norma ad hoc.
Aggiornamento: oh oh, problemi anche per la lista Per la Lombardia di Formigoni.
Su Facebook è stato creato un gruppo dopo le falsità dette al TG1 e riportate su questo blog nel seguente post. Se qualcuno vuole iscriversi, può accedere alla pagina cliccando qui. Io l’ho appena fatto, anche se non mi faccio molte illusioni. Riporto parte della motivazione:
Caro Presidente, ti scrivo a nome mio e credo di tutti i cittadini che hanno a cuore la verità e la dignità della professione giornalistica in questo Paese. Premetto subito che qui non si tratta di destra o sinistra, della legittimità o meno del direttore del Tg1 di esporre la sua linea editoriale (personalmente credo che il direttore di un tg abbia il diritto di dire il suo pensiero, la sua opinione). Qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo. Ieri il tg1 delle 13.30 come sai ha dato una notizia falsa. Ecco credo che nessuno di noi possa e debba accettare questo. Mi aspetto quindi una reazione esemplare dell’Ordine rispetto a un episodio che umilia la professione giornalistica e i cittadini.
Via Mantellini.
Intanto do’ un benvenuto nell’Italia della burocrazia alla signora Polverini, candidata a Presidente della regione Lazio. Ma si sa, alla fine il suo entourage troverà qualche scappatoia in “nome della democrazia”, non si preoccupi. Per noi poveri cittadini comuni, invece, quando sbagliamo a decifrare le procedure pubbliche per fare una qualsiasi cosa, più che appellarci al Presidente Napolitano, ci affidiamo a qualche santo. Questione di stile.
Scritto da Koushun Takami, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, prezzo 12€. In un Giappone retto da una oppressiva dittatura, ogni anno vengono scelte a caso delle classi delle medie. Ogni singola classe ha 42 alunni, metà ragazzi e metà ragazze. Questi alunni sono poi isolati dal resto della popolazione e vengono costretti a perseguire un unico obiettivo: uccidersi tra di loro. Un “gioco” perverso che obbligherà i partecipanti a diffidare dei propri compagni, diventati di colpo avversari in una lotta per la sopravvivenza. Alla fine ne dovrà rimanere solo uno, il quale, dopo atroci combattimenti attraverso armi da taglio o da fuoco, avrà il diritto a ritornare a fare una vita “normale”.
Un libro dalla trama affascinante, con momenti di intensa ferocia, in un continuo susseguirsi di eventi. I quali porteranno i partecipanti ad esplorare le proprie emozioni per decidere cosa fare: uccidere, nascondersi o allearsi con gli altri compagni per cercare di scappare da quella delirante situazione? Una scelta non facile, che porterà il lettore ad appassionarsi al racconto per capire come finirà, chi sarà il vincitore del “gioco”. Fino ad un finale soprendente, anche se non molto realistico, viste le premesse. La Repubblica l’ha giustamente definito “un tenebroso incrocio tra il Signore delle Mosche e 1984″.
Ieri Mills ha avuto la prescrizione del reato da parte della Cassazione. Ma al TG1 di oggi delle 13.30 non sono stati informati del fatto che prescrizione non vuol dire assoluzione.
Elio e Le Storie Tese si superano nel prendere in giro la canzone Italia Amore Mio cantata anche dal principe Filiberto e arrivata seconda al Festival di Sanremo.
Dai che forse a Mills verrà prescritto il reato. Non parrà vero all’avvocato inglese, abituato alla efficiente giustizia del proprio Paese. Tutto invece nella norma per coloro che sostengono Berlusconi, pronti a gridare alla piena assoluzione.
Alla fine la GM ha deciso di chiudere con la Hummer. La prevista vendita ad un’impresa cinese non è andata in porto a causa del mancato appoggio delle autorità di Pechino. Il marchio che più di ogni altro ha rappresentato lo spreco e l’opulenza automobilistica, rischia così l’estinzione.
Mentre sono a Udine per chiudere certe pratiche burrocratiche, giusto un anno dopo, mi ritrovo nella stessa identica situazione in cui ero allora. Per dire che certe cose non cambiano mai, anche se stavolta ho intenzione di darci un taglio: filosofico sì, ma io mica faccio filosofia.
Il blocco del traffico cittadino di domenica 28 febbraio per combattere lo smog in Pianura Padana è palesemente inutile. Se ne sono accorti anche i sindaci dell’hinterland milanese, bocciando in toto l’iniziativa, la quale sembra più che altro una mossa pubblicitaria.
Forse avrebbero fatto meglio ad ingaggiare delle persone che facessero la danza della pioggia. Dato che rimane l’unica *vera* soluzione ad una pianura talmente congestionata da sembrare ormai una megalopoli che va da Torino a Trieste.



