Picco del petrolio raggiunto?
E’ stato reso pubblico uno studio segreto dell’intelligence militare tedesca sul cosidetto “picco del petrolio”. Prima di tutto, di cosa si sta parlando? Da Wikipedia:
La teoria del picco di Hubbert (detta anche più brevemente picco di Hubbert) è una teoria scientifica (o modello) proposta, nella sua formulazione iniziale, nel 1956 dal geofisico americano Marion King Hubbert, riguardante l’evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa minerale o fonte fossile esauribile o fisicamente limitata. In particolare, l’applicazione della teoria ai tassi di produzione petrolifera risulta oggi densa di importanti conseguenze dal punto di vista geopolitico, economico e ingegneristico.
Questo studio ha rivelato come questo famoso picco, ovvero l’impossibilità in futuro di poter estrarre maggiori quantità di petrolio, ma anzi di vederle costantemente diminuire, dovrebbe arrivare entro quest’anno. Una situazione già prevista, ma che molti spostavano in avanti di almeno altri due-tre anni.
Gli effetti a breve termine sul prezzo e le riserve di petrolio non saranno visibili, salvo speculazioni. Ci vorranno infatti 15-30 anni per sentirne le conseguenze, ma la discesa nella produzione mondiale sembra iniziata. Preoccupa la concomitante crescita di giganti economici come Cina, India e Brasile, poichè la domanda dell’oro nero tenderà ad aumentare sempre più.
2 Commenti a “Picco del petrolio raggiunto?”
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Provo a vedere il bicchiere mezzo pieno: se il petrolio continuasse a essere abbondante e a buon mercato non ci sarebbero incentivi a sviluppare materiali e fonti d’energia alternative, magari più “pulite” (termine inflazionato di sti tempi).
Meglio che il petrolio finisca prima del punto-di-non-ritorno ecologico.
Cmq io sapevo che fino almeno al 2040 non ci sarebbero stati problemi…
a guardare bene questa storia è simile a quella del 2012 quasi gni anno c’è un nuovo studio sul fanomatico picco che indica l’emiconsumo di petrolio,la quale puntualmente non si avvera,ma si pensa si avvererà a breve.anche il grafico proposto presenta un picco negli anni 80,che conincide però con la scoperta,pochi anni dopo di nuovi et voluminosi giacimenti in alaska venezuela e altri,quello che potrebbe succedere ora penso sia un quinquennio circa,ma anche meno, di aumento di minor produzione e aumento del prezzo seguito perà dall’utilizzo delle riserve di alto mare sabbie bituminose del canada e scisti degli usa e forse più in là nel tempo della tuttìora vergine antartide.
che dire…godiamoci il petrolio finchè ne abbiamo : )