Aperti gli occhi

La presa di posizione di FareFuturo e quindi dei finiani su chi sia Berlusconi e il berlusconisco è, allo stesso tempo, un buon inizio e una brutta fine. Buon inizio perchè finalmente si sono resi conto di chi hanno appoggiato per anni, aprendo gli occhi su di una realtà fin troppo ovvia per molte persone. Una brutta fine perchè tali personaggi, se proprio hanno un minimo di coraggio, dovrebbero dimettersi dopo aver capito di non saper fare politica, in fondo il loro mestiere:

La presa di posizione di Farefuturo spiega anche com’è maturato il cambiamento degli ultimi mesi: «Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista».

Così, continua l’articolo, «il pensiero corre agli eventi passati, all’editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore». Insomma, prosegue l’articolo, adesso «è molto, molto di più di una questione politica. È una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile».

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