Accanimento tecnologico
I miei fedeli lettori sanno che il sito Italia.it è un progetto fallito da tempo. Un buco nero dove tutti i ministri hanno investito vagonate di soldi senza un vero obiettivo, che non sia quello di spendere pubblico denaro nel tentativo di creare un inutile portalone del turismo made in Italy. E questo se non si pensa male (sennò poi si fa peccato).
Molti chiedono un’eutanasia del dominio in questione, ma, essendo cattolici, la sola parola spaventa un po’ tutti, anche se si tratta solo di staccare la spina (della corrente) che alimenta i server. Così si sarebbero potuti evitare altri sprechi che in momenti di crisi sarebbero da evitare:
La cifra maggiore, però, parliamo di 8 milioni e 600mila euro, è quella pagata per la resurrezione del sito www.italia.it, portale del Turismo, già inaugurato da Lucio Stanca con un investimento faraonico di 45 milioni di euro, e immediata pioggia di polemiche, e chiuso l’anno seguente da Francesco Rutelli italia.it, portale che la rete non ama, collocandolo al posto 4562 del rank italiano e al 184.594 di quello internazionale, ben al di sotto dei portali turistici degli altri paesi e anche, sia detto, del sito www.enit.it, non sembra giustificarsi con il proprio contenuto. (all’epoca ministro ai Beni Culturali), che pure aveva provato a rilanciarlo da par suo, per l’evidente scarso rapporto tra costo e benefici. La nuova e dispendiosa vita di italia.it, portale che la rete non ama, collocandolo al posto 4562 del rank italiano e al 184.594 di quello internazionale, ben al di sotto dei portali turistici degli altri paesi e anche, sia detto, del sito www.enit.it, non sembra giustificarsi con il proprio contenuto.