Sacrifici per tutti
Oggi il sottosegretario Letta dice una cosa condivisibile:
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio conferma che la manovra conterrà «una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri che siamo costretti a prendere, spero in maniera provvisoria, con una temporaneità anche già definita, per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia. Capiamolo così e ci capiamo tutti».
Fino a qualche mese fa il governo diceva l’opposto. L’Italia era uscita meglio dalla crisi, avendo un sistema bancario che non aveva avuto bisogno di aiuti pubblici. I conti erano a posto, perfino migliori di molti altri paesi europei. E quest’anno saremo stati tra i migliori nella crescita del PIL, dopo un 2009 da incorniciare. Il tutto nonostante il laissez faire sul fronte dell’economia: senza traccia di riforme o particolari sacrifici politici da parte di nessuno.
Questo atteggiamento si è rivelato sbagliato. Molti di quelli che venivano chiamati comunisti o disfattisti nel ritenere il nostro Paese sulla strada sbagliata avevano ragione. Ora che il rischio di fare la fine della Grecia è tangibile, ora che i mercati non sono così disponibili a prestare soldi senza garanzie, si prende atto della gravità della situazione.
Meglio tardi che mai, forse. Ma un governo che ostentava ottimismo fino all’ultimo momento utile, non riconoscendo i propri errori a livello economico/finanziari, non dovrebbe fare una finanziaria così importante dichiarando che “così fan tutti in Europa”. Altro nuovo ed imperante messaggio comunicativo da marketing de noantri.