La crisi della Grecia
Oggi in Grecia c’è stato uno sciopero generale promosso dai sindacati. Alcuni teppisti – perchè questo sono – approffittando del caos hanno appiccato il fuoco ad una banca e provocato la morte di tre persone. Un clima molto pesante si sta diffondendo ad Atene e in tutto il paese.
Il deficit ellenico ha raggiunto il 14% del PIL nel 2009, dopo averne nascosto l’entità fino all’ultimo momento. Una voragine che porterà il governo ad attuare una finanziaria di “lacrime e sangue”. Il settore statale sarà il più colpito dai tagli. Si metterà mano a liberalizzazioni, aumenti dell’IVA e delle accise su alcuni beni di consumo (benzina, alcool, sigarette in primis). Il ministro dell’economia ha promesso che entro il 2014 il deficit ritornerà entro il 3%, con un debito al 140% del PIL. Gli oltre 100 miliardi di euro promessi dall’Europa/FMI nei prossimi tre anni, serviranno ad attuare questo programma di contenimento, così da evitare il default finanziario.
Previsioni azzardate, tutte da verificare. Con il risultato di mettere in fibrillazione gli speculatori, i quali mettono in dubbio il piano di salvataggio. Per questo quello che stiamo vedendo oggi, compresi i relativi disordini, sono solo l’antipasto. Il decreto “salvapaese” sarà prossimamente attuato e quindi le proteste incendieranno un paese furibondo con i propri politici, con la propria classe dirigente, in fondo anche con sè stesso. Un futuro nero, una tempesta perfetta che si sta scatenando nella culla dell’Europa, si spera non ne diventi anche la sua bara.






