Previsioni PIL 2010-2011

Ecco un grafico (via Economist) relativo alle previsioni di crescita del PIL per i prossimi due anni. Vengono presentate alcune economie emergenti e industrializzate, tra cui l’Italia. Un appunto: questi dati sono frutto di un sistema di valutazione che spesso non coincide con la realtà dei fatti, non ci si deve sorprendere se in futuro andranno a cambiare.

Come si può notare, i paesi ad alto tasso di sviluppo saranno i soliti: Cina, India, Brasile, Messico e Russia. Nessuna sorpresa, la crisi li ha colpiti relativamente poco (tranne la Russia, a causa del basso prezzo del petrolio) e per i prossimi anni non si dovrebbe arrestare la loro crescita economica.

Un divario interessante e allo stesso preoccupante sembra esserci tra i paesi occidentali del lato nord-americano, come Canada e USA, con quelli europei. Il vecchio continente farà fatica a raggiungere l’1-2% di aumento, mentre il duo americano supererà probabilmente il 3%. Un gap che sta relegando l’Europa ai margini della ripresa mondiale.

Passiamo all’Italia. Dopo un disastroso -5% rimediato nel 2009, nei prossimi due anni avremo una ripresa tra le più basse se paragonata a paesi a noi simili, quali Francia, Gran Bretagna, Germania o Spagna. Solo quest’ultima sembra messa peggio, anche se viene da una diminuzione del PIL 2009 minore di quella nostrana (se ben ricordo un -4%). Tali notizie dovrebbero essere una spinta per fare le riforme economiche, ma il governo continua a dire che noi siamo usciti meglio dalla crisi, paventando il solito ottimismo di facciata. Si parla tanto di federalismo, giustizia e riassetto costituzionale, tutte riforme giuste e che devono essere fatte. Ma si stanno dimenticando quelle economiche: non esiste una politica al riguardo, non si capisce bene su quali settori si voglia puntare, di recente l’unico intervento in merito sono stati degli incentivi talmente ridotti (300 milioni di euro) e a pioggia, da non essere significativi.

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