Potè il decreto

Senza alcuna remora, il governo vara un decreto legge interpretativo per eludere le leggi esistenti, permettendo al Pdl di correre in provincia di Roma e alla lista di Formigoni in Lombardia. Un provvedimento ad listam per mettere una pezza all’incompetenza dei vertici politici di centrodestra, sbattendosene delle regole esistenti, alla faccia di coloro che ancora credono in uno stato di diritto uguale per tutti. I contenuti in breve:

In sostanza si prevede che nel valutare i termini di presentazione delle liste ci si basi anche sul fatto che con qualsiasi mezzo si possa dimostrare di essere stati presenti nel luogo di consegna nei termini stabiliti dalla legge. Il secondo punto prevede che la documentazione possa essere verificata anche in un secondo momento, per la parte che attiene ai timbri e alle vidimazioni. Il terzo punto prevede che possano ricorrere al Tar le liste non ammesse, mentre per le liste ammesse sulle quali è stato fatto ricorso ci si può rivolgere al Tar solo dopo il voto. Il quarto punto precisa che queste norme si applicano alle prossime elezioni. I primi due punti dovrebbero permettere di aggirare le irregolarità per la lista Pdl nel Lazio e per quella Formigoni in Lombardia.

La traduzione pratica? La fa il reponsabile del Pdl laziale: “Possiamo dimostrare di essere stati presenti in Tribunale, dunque lunedì ripresentiamo le liste”.

Un Commento a “Potè il decreto”

  1. lorenzo 6 marzo 2010 at 17:08 #

    Lo Stato peggio che da noi soli in uganda_giorgio gaber qualcuno era comunista


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