Qualcuno ci svegli

Credo che ormai ci sia poco da dire. Poco da scrivere, in fondo ormai parliamo delle stesse cose. L’unica sensazione che danno le ultime notizie sull’affaire in cui è coinvolto Bertolaso – anche se al momento non sembra lui quello con le maggiori responsabilità – è quella dello scoramento.

Adesso ci saranno le solite contrapposizioni. Da una parte il centrodestra farà di tutto per screditare i magistrati, la giustizia e riprenderà la polemica sulle intercettazioni ora pubblicate sui giornali. L’opposizione chiederà le dimissioni, difenderà il lavoro di indagine e cercherà in tutti i modi di gridare allo scandalo. In Parlamento quest’ultima farà di tutto per evitare leggi vergogna o ad personam, senza successo.

Non è possibile non vedere nel sistema istituzionale italiano un buco, una voragine scavata da troppe azioni al limite della legalità. Se non di una moralità – a livello generale – andata (è il caso di dirlo) a puttane. Un sistema fatto di persone pronte a tutto pur di vendere, vendersi, farsi vendere qualcosa, qualcuno o entrambi. Con la certezza che difficilmente verranno condannati in maniera adeguata.

E’ un Paese travolto da troppi scandali da essere diventato apatico, senza più la forza di contrastare nulla. Leggendo le ultime intercettazioni, sembra che ci siano persone che gestiscono centinaia di milioni di soldi pubblici come fossero un gioco, un monopoli per adulti. Dove se c’è un problema ci si può sempre accordare, trovare una soluzione, un compromesso (do ut des). E chissenefrega se poi ci rimette lo Stato.

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