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Questo è l’andamento della borsa americana degli ultimi cinque anni. Come si può notare, a fine 2008 l’indice è crollato a causa della crisi finanziaria, fino ad arrivare verso i 7000 punti ad inizio 2009. Da allora c’è stata un cambiamento di rotta, con una graduale risalita fino a superare gli 11000 punti. Un balzo non indifferente, se si considera i cattivi numeri dell’economia americana di quest’anno, pur con previsioni di crescita positive per gli ultimi due trimestri.

Il motivo risiede nella quantità di denaro a buon mercato, grazie ai bassissimi tassi di interesse, pompato dalla banca centrale americana. Oltre che da quelle di altri paesi, dato che questi decisi rialzi di borsa coinvolgono un po’ tutte le nazioni. Questo l’indice della borsa italiana.

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Un po’ strano, se si pensa che quest’anno il PIL del nostro paese scenderà di circa il 5%. Certo, può essere anche un indicatore previsionale, dato che di solito la finanza anticipa i cicli economici, siano essi positivi o negativi.

Ma tant’è, l’euforia è ricomparsa tra gli operatori borsistici, mentre gli speculatori sono tornati a giocare forte. Tutte le grandi banche stanno facendo utili record. Le promesse di una maggiore regolamentazione dei mercati si sono rivelate tanto belle quanto inattuate. Non è cambiato assolutamente nulla, da questo punto di vista, i titoli potenzialmente tossici sono ancora legali e creati a ritmo continuo. Il tutto causato della debolezza di soggetti regolamentatori internazionali pavidi, se non addirittura inermi, di fronte alle migliaia di miliardi di euro in circolazione che vogliono solo una cosa: libertà assoluta.

Speriamo non ci sia il rischio di trovarci tra qualche anno con un nuovo tsunami finanziario.

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