Summit di Copenaghen

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Dal 7 al 18 dicembre è in programma un vertice internazionale organizzato dall’ONU a Copenaghen. L’obiettivo è quello di trovare un accordo che in futuro possa ridurre i gas serra. Scrivo questo articolo per chiarire a me stesso una tematica scottante quanto dibattuta. Un piccolo bignami della situazione, fatto da un profano del settore.

Il protagonista e allo stesso tempo il nemico a cui fare riferimento, ha un nome: Global Warming. Si tratta del forte innalzamento medio delle temperature nell’atmosfera e negli oceani in atto dalla metà del secolo scorso. Prova ne sono lo stato di molti ghiacciai sparsi in giro per il mondo. La loro lenta agonia dimostra in maniera inequivocabile il fenomeno.

Il problema sta nel capire quanto questo aumento sia dovuto alle attività umane. In un recente sondaggio americano, la gente sembra essere abbastanza scettica sull’argomento: più del 40% crede che l’uomo non abbia un impatto così forte sul clima terrestre. Eppure i politici, rappresentanti del popolo (anche se in non tutti i paesi), si incontreranno a questo vertice per trovare un accordo per regolamentare le proprie emissioni. Come mai?

Il motivo è derivante dalle continue pressioni della comunità scientifica internazionale. L’allarme che lanciano la maggior parte degli scienziati è forte: il rischio è quello mettere in pericolo, entro la fine di questo secolo, la sopravvivenza di una gran parte dell’umanità e della biodiversità. Nei prossimi 50 anni bisognerebbe limitare l’aumento delle temperature medie entro i due gradi centigradi. Oltre i 2° i cambiamenti diverrebbero ingestibili e catastrofici. I dati a supporto di questa tesi sono molti e avvalorati da studi tra loro indipendenti. Questi grafici sono tratti dall’IPCC:

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Ma c’è chi, anche tra gli scienziati, dissente e punta il dito soprattutto su di un fatto: i cambiamenti climatici sono normali e ciclici, non è l’uomo a causare l’innalzamento della temperatura. Si tratta di un fatto naturale e con cui toccherà convivere. Anche qui ci sono dati a sostegno di questa tesi, presi sempre dall’IPCC:

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In questi giorni i negazionisti si sono fatti sentire dopo che un hacker è riuscito ad infiltrarsi nei computer di alcuni scienziati. Da questi ha preso la corrispondenza elettronica per poi pubblicarla sul web. Nella email si cercavano, tra le altre cose, dei metodi per dare più risalto ai dati in maniera da renderli più drammatici.

Ritorniamo al vertice. Dietro la facciata delle buone intenzioni, ci sono trattative serrate tra i vari stati. Tutti andranno lì con un unico obiettivo: strappare il miglior accordo, attraverso alleanze e concessioni, per poter pagare il meno possibile sul piatto della salvezza planetaria. I paesi poveri cercheranno di avere mano libera per alimentare il proprio sviluppo. I paesi ricchi non intendono dare un vantaggio competitivo, imponendo alle proprie aziende/consumatori costi aggiuntivi. Fuor dai sorrisi e le strette di mano che si vedranno, ci saranno tecnici e diplomatici che dietro le quinte attueranno una guerra psicologica, disposti a qualsiasi pressione politica e ad utilizzare tutti i trucchi disponibili.

Farsi un’idea precisa non è quindi facile. Il sistema climatico terrestre è estremamente complesso, troppe variabili interne ed esterne (in primis il Sole), lo influenzano. Un così forte impegno presente, basato per evitare un ipotetico futuro, sembra quasi inaccettabile. Progettare nel lunghissimo termine imbarazza un po’ tutti noi: 40-60 anni sono una prospettiva quasi infinita per un economista, inesistente per un politico. Eppure penso che l’uomo stia significativamente impattando sulla natura terrestre. Ci sono vari esempi che potete trovare qui e qui. Basta però andare su Google Maps per capire lo stravolgimento apportato sul territorio dalle attività umane. L’Europa ne è un esempio lampante. Può quindi l’inquinamento provocare problemi seri all’atmosfera terrestre? Può il sottile strato di pochi chilometri che ci protegge, essere talmente fragile da subire le nostre continue emissioni di veleno? Io credo di sì. Lo credo per le dimensioni attuali della nostra capacità di produrre e consumare. Lo credo se si pensa in una prospettiva futura, in cui 3 miliardi di persone viventi in Asia e Sud America vorranno avere standard di vita occidentali.

Ricordate la foto pubblicata all’inizio dell’articolo? Si tratta della Luna e della Terra, riprese dal telescopio della sonda automatica Voyager1, da 7,25 milioni di miglia (cliccateci sopra per ingrandirla). La trovo triste e magnifica allo stesso tempo. Triste perché mi ricorda come attorno al nostro pianeta azzurro ci sia un’infinità di spazio freddo, vuoto, indifferente, micidiale. Magnifica perché in mezzo al nulla c’è quest’isola di calore che riesce, nonostante un contesto avverso, a proteggere la fragilità della vita. C’è molto su cui riflettere.

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4 Comments a “Summit di Copenaghen”

  1. Madeve 1 dicembre 2009 at 00:20 #

    Segue il mio pensiero in merito: la Natura è un sistema perfetto, applica piccole correzioni e aggiustamenti, mantiene equilibrio tra le forze, cancella o crea quando e dove è necessario, nell’eterno programma di protezione e mantenimento della vita su questo e altri pianeti; tutto ciò con “tempistiche geologiche” e dunque anche cicliche, non calcolabili, non prevedibili, con pesanti influenze esterne, dal sistema solare e oltre. Per dire insomma che per quanti danni facciamo, alla fine ci rimettiamo soltanto noi e ne paghiamo le conseguenze con la nostra pelle, la Terra non ha problemi, non morirà mai, l’effetto serra, realtà o meno, ucciderà noi. Di questo sono convinto.

  2. Enrico (admin) 1 dicembre 2009 at 10:31 #

    Gli effetti che probabilmente stiamo determinando non vanno a colpire solo “noi”. In primis ci saranno le generazioni future, le quali non hanno colpe, non possiamo caricarle di questo possibile fardello. In secondo luogo la biodiversità naturale (piante e animali) è a richio, già sono comprovate molte estinzioni di massa causate dall’uomo. Hai ragione nel dire che la Terra non morirà, in fondo cataclismi peggiori sono appunto già avvenuti, però sono dovuti al caso, non davanti ad una scelta consapevole. Se il costo del non fare porta a queste conseguenze, a me risultano inaccettabili, quantomento (ma non solo) dal punto di vista etico.

  3. Madeve 1 dicembre 2009 at 12:34 #

    Mmmm… Per “noi” intendevo la razza umana, i cataclismi li considero sempre come parte del “programma” non del caso e la vita animale/vegetale eternamente rigenerabile, anche da zero. Questa è la mia visione del ciclo natura-vita, forse un po’ poetica =).
    Non voglio assolutamente intendere che non bisogna fare niente anzi, io stesso non sopporto l’idea di pagare le conseguenze di ciò che è stato fatto, è necessario tagliare le gambe all’attuale sistema produzione-consumo e “reinventare la ruota”, ma la vedo dura, non esistendo informazione corretta per il cittadino né soprattutto volontà politica di cambiare. Soldi, mezzi, idee e capacità ce ne sono in abbondanza, manca la scossa.

  4. gelsomino 11 dicembre 2009 at 23:05 #

    Salve !!! …dall’introduzione tecnologica informativa della tv in generale si alternano opinioni contrastanti sull’esito a termine della razza umana e degli esseri viventi in generale !!! Ma vi sembra corretto affermare con decisione e sicurezza con percentuale altissima che siamo al capolinea di un non ritorno da tanto tempo imprecato? Oggi copenaghen deve solo dettare e applicare qualcosa che al momento non è applicabile per frenare il surriscaldamento e i cambiamenti climatici in corso !! I colpi inflitti al nostro pianeta negli ultimi 40/ 50 anni non sono praticamente riscontrabili !! Quindi per le decisioni vere bisogna attendere la caduta totale dell’emisioni nocive in generale emesse dalla razza umana !!! Siamo preparati? Abbiamo capito realmente che il tempo è forse irrimediabilmente breve? Ma cosa aspettano…questo tra l’altro è il momento giusto, visto la crisi globale di “identità” che viene al pettine. Riconvertiamo tutta la produzione mondiale esistente in energie pulite e facciamo sì, che nessuno muoia più di fame e povertà !!!!


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