La Finanziaria light

Chiamarla “Finanziaria light” non è il massimo. Ma come la Coca Cola light, questa non ha sapore e non ti lascia niente in bocca. Forse un po’ d’amaro, data l’assenza di zuccheri.

Fare una finanziaria economica in tre punti, con 3,4 miliardi di euro di manovra spalmati nel triennio 2010-2012, sembra risultare una brutta barzelletta. Siamo nel pieno di una crisi economica, con la disoccupazione in rialzo e con un PIL nazionale 2009 che crolla ad un -5% (eppur da noi le banche stanno relativamente bene). Sarebbe stato più utile fare qualcosa di incisivo, anche grazie ai numeri che il governo ha in Parlamento. Invece niente. Le grandi promesse estive: la detassazione degli utili aziendali e il grande piano per il Mezzogiorno, sembrano svanite. Ritornano invece i vari condoni fiscali, inclusi per coloro che sono accusati di falso in bilancio. Mentre il debito pubblico si attesterà ad un 115,1% per quest’anno e al 117% per il prossimo (previsioni governative). Un valore allarmante, se si pensa che i tassi di interesse sono ai minimi storici.

Tito Boeri in merito:

La verità è che la Finanziaria è light perché non c’è ancora una politica economica per portarci fuori dalla recessione, nonostante l’Italia abbia sin qui fatto peggio di tutti.  Sostiene Brunetta che a novembre vedremo la vera Finanziaria. Se così sarà, saremo tornati al peggio delle peggiori legislature: il maxiemendamento che zavorra la Finanziaria light, un Parlamento che non ha il tempo per discutere la politica economica e le lobby che infilano nel testo di tutto nottetempo.

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