Recensione di Videocracy
Diretto da Erik Gandini è uscito in questi giorni anche alla Mostra del Cinema di Venezia. Videocracy è un film che ha fatto soprattutto discutere per l’autocensura di Mediaset e Rai, in cui la pubblicazione del trailer è stata vietata sulle loro reti.
Il film inizia con un’intervista ad un ragazzo 26enne che vorrebbe essere il Bruce Lee della Penisola: forse dovrebbe far sorridere, forse si tratta solo di sogni che alla fine ognuno di noi coltiva, forse vuol far riflettere sulle condizioni di una società malata. Questo in una Italia ammaliata da determinati principi: la bellezza, l’apparire in televisione, l’avere le conoscenze giuste. Con l’80% delle ragazze che vorrebbero diventare una velina e magari sposare pure un calciatore. Si passa quindi a vedere vari assurdi backstage di provini. C’è poi l’intervista a Lele Mora, Fabrizio Corona e alla vicina di casa di Berlusconi in Sardegna. Con il premier sempre presente, sia attraverso i commenti della voce narrante, sia attraverso le riprese di manifestazioni o semplici fotografie.
Personalmente mi aspettavo di più. Il trailer infatti mi aveva colpito. Invece il documentario sullo stato della tv italiana è noioso, con lunghe pause che vorrebbero far nascere ogni volta una profonda e scandalizzata opinione al telespettatore. Il punto più basso lo si raggiunge quando Fabrizio Corona viene inquadrato mentre fa completamente nudo (sic) la doccia: una cosa abbastanza triste. Insomma, se siete incuriositi andate pure a vederlo, ma una buona dose di pazienza vi servirà per seguirlo dall’inizio alla fine.
2 Commenti a “Recensione di Videocracy”
Lascia un commento

Menomale che Silvio c’èèèèèèè! (fra l’altro su youtube ho trovato solo la versione cantata da maschi)
Me ne farò una ragione ;)