La pietra filosofale moderna

Quando mi chiedono le motivazioni che stanno dietro questa crisi economica internazionale io rispondo le solite cose: creazione di mutui subprime negli USA, diffusione di una molteplicità di prodotti finanziari ad essi collegati, rate non più pagate alle banche, crollo del mercato, conseguente effetto domino dovuto alla globalizzazione. Alcuni capiscono, altri annuiscono con facce perplesse. Il problema, più che dato dai tecnicismi utilizzati, è dovuto ad una visione complessiva della grande interazione raggiunta dai mercati: quello che succede in qualsiasi parte del mondo ormai ci riguarda da vicino, nel bene o nel male siamo tutti intercorrelati. Avere una visione globale però non è facile.

Invero la crisi è molto più semplice da capire di quanto non si pensi. Per spiegarla si potrebbe riesumare una leggenda molto famosa durante il Medioevo, come quella della pietra filosofale. Questa, tra le altre proprietà, poteva trasformare i comuni metalli in oro. Una cosa che aveva colpito la cultura popolare: chi non avrebbe voluto ottenerla per creare ricchezza dal nulla? Per arrivare a questo sogno ci sono stati molti tentativi di ricerca, con risultati (ovviamente) fallimentari.

La finanza di oggi, soprattutto nelle sue forme più elaborate e complesse, ricalca l’idea della pietra miracolosa e la trasforma in realtà. Il principio è semplice: investo del denaro verso qualsivoglia prodotto finanziario e alla sua vendita spero/mi assicuro di aver ottenuto un determinato rendimento. Creare i soldi investendo i soldi. La ricchezza compare così attraverso un semplice “clic” del mouse. Nulla di scandaloso, sia chiaro. Gli Stati attraverso i loro titoli si assicurano liquidità per mantenere lo stato sociale, le società con le obbligazioni per fare investimenti, etc. C’è una sorta di scambio di risorse in simbiosi. Il punto di rottura si ha quando si investe in titoli e obbligazioni con finalità e origine non chiara, in quantità abnormi e per fini soprattutto speculativi. E’ così che la pietra filosofale si presenta nella nostra società e crea grande dipendenza, motivo di entusiasmo e di euforia: se prima lo fai per integrare banalmente i tuoi risparmi o per far qualche profitto supplementare alla tua società, un domani rischi di giocarti tutto. Perchè fare (tanti e facili) soldi dai soldi senza lavorare – è inutile negarlo – ha un suo fascino perverso, catalizzatore, ipnotizzatore. Una grande attrattiva: chi di noi non è stato tentato di giocare in borsa? Chi  di  noi non ha mai scommesso al Superenalotto o in un qualsiasi altro gioco?

Se volessi raccontarvi come si è arrivati veramente alla crisi finanziaria vi direi: grazie all’avidità dell’uomo e alla ricerca del metodo migliore che trasforma i soldi in più soldi, la ricchezza in più ricchezza, qualcosa in molte più cose. Einstein diceva: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Niente di più sbagliato, quando si parla di finanza. Allora forse si capirà che siamo tutti coinvolti in una crisi di sistema, non solo dando le colpe agli economisti che pur ne hanno, ma alle nostre innate tentazioni. Sempre alla ricerca spasmodica di una nuova pietra filosofale. Alla prossima crisi.

3 Commenti a “La pietra filosofale moderna”

  1. untore 3 settembre 2009 at 12:29 #

    In realtà il celebre aforisma è di Lavoisier :P Comunque è sempre colpa degli economisti!!!

  2. Enrico (admin) 3 settembre 2009 at 18:28 #

    Vabbè, Lavoisier non lo conosce nessuno :P

    Sì sì, sempre colpa degli economisti…

  3. Nicholas 4 settembre 2009 at 00:00 #

    La chiusura m’è piaciuta!
    Per il resto, quoto untore…


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