Expo Milano 2015 – Conclusioni

Albero della vita da Padiglione Italia

Albero della vita da Padiglione Italia

Con una chiusura a circa 21-22 milioni di visitatori l’Expo ha raggiunto il proprio obiettivo di affluenza. Sarebbe interessante capire quanti biglietti serali – prezzo e orario di entrata ridotti – siano stati venduti. Senza questa (bella) idea, probabilmente non avrebbe raggiunto tali numeri. L’inizio è stato scarso (maggio+giugno), mentre alla fine ci son state fin troppe persone (settembre+ottobre). In fase di chiusura sarebbero da analizzare anche i costi sostenuti.

Le 3 migliori cose di Expo:

– Varietà architettonica dei padiglioni
– Spettacoli dell’albero della vita
– I servizi e le aree relax

Padiglione Zero - Esterno

Padiglione Zero – Esterno

Le 3 peggiori cose di Expo:

– Le code
– Il prezzo del cibo/bevande
– Ancora le code

I 3 migliori padiglioni visitati:

– Zero: scenografia spettacolare
– Italia: stanza degli specchi in particolare
– Azerbaigian: struttura molto bella

I 3 peggiori padiglioni visitati:

– Moldova: inutile
– Cluster: molti paesi sembravano agenzie di viaggi
– Principato di Monaco: interessante all’esterno ma povero all’interno

Israele è stato il padiglione più markettaro: la mia non è necessariamente una critica, anche perchè lavorando nel marketing hanno tutta la mia stima.

Padiglione Brasile

Padiglione Brasile

Un “bravi” ai ragazzi e colleghi di Birra Moretti per la loro Bottega: birra spinata bene e bella struttura.

La critica più comune rivolta all’Expo è di non essere stato in grado di trasmettere al meglio la sua tematica ai visitatori. Molto spesso i padiglioni risultavano essere più una promozione turistica del paese stesso. Oppure un’interpretazione abbastanza semplificata (e talvolta improbabile) di come producano il cibo e del loro modo di vedere la sostenibilità.

Non è facile spiegare ad una platea che deve essere molto ampia – quindi di non addetti ai lavori – un argomento complesso e per certi versi sconosciuto/noioso. E’ comprensibile quindi la delusione di tante persone. Si poteva fare meglio? Sicuramente sì, ma stava nella bravura dei vari paesi capire cosa/come trasmettere un messaggio a chi ti visita.

L’opportunità di organizzare un Expo risiede più nel sollevare un dibattito su di un problema che sia comune a tutti i paesi del mondo. Ormai l’utilità “pratica”, che nel passato svolgeva una manifestazione di questo tipo, è minima. Questo sia a causa della nascita di fiere più  settoriali, sia della possibilità di visualizzare dati/cose da tutto il mondo attraverso i moderni strumenti di comunicazione.

Se il gioco Expo vale la candela dei costi che solleva, ognuno può avere la propria opinione. La speranza è che l’area in zona Rho venga valorizzata e non si traduca in uno spreco, come molto spesso in Italia avviene. Se il successo di Expo è importante, il successo del dopo Expo risulterà essere altrettanto importante.

Chi vuole ci si vede ad Expo nel 2017 ad Astana e nel 2020 a Dubai.

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