Internet e apologia di reato
Molto si sta parlando (sul web) in questi giorni della nuova legge per l’apologia di reato via internet che è passata in Senato. Oggi c’è un articolo interessante di Mantellini su PI, ma le finalità del provvedimento legislativo sono abbastanza chiare se si legge il comma 1:
Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine
Tutto a discrezione del ministro. Per i provider che non intervengono entro 24 ore c’è il rischio di una multa da 50mila a 250mila euro. L’istigazione a delinquere e apologia di reato sono puniti da 1-5 anni, mentre da 6 mesi a 5 anni per istigazione alla disobbedienza e all’odio fra le classi sociali. Un provvedimento quantomai pericoloso e fatto all’insegna dell’ignoranza che secondo d’Alia (UDC), il proponente della legge, dovrebbe legiferare su internet che sarebbe un “settore che somiglia sempre più a una giungla dove tutto è tollerato”.
Aggiornamento del 15/12/09: vista la mole di visitatori che entrano in questa pagina, vorrei segnalare come l’emendamento D’Alia non sia mai entrato in funzione, grazie anche alle numerose proteste della Rete. In compenso, in questi giorni, dopo l’attentato a Berlusconi e i gruppi su Facebook, il rischio di una ripresentazione della legge è molto alto. In proposito ne parlano Punto Informatico e Michele Ainis su LaStampa. A questi vi rimando.
2 Commenti a “Internet e apologia di reato”
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Mah, non so… alla fine come sempre dipende da come le leggi si applicano.
Tecnicamente anche “guarda qui(link) c’è l’mp3 che cerchi” è istigazione a delinquere, suppongo. Quindi pressoché ogni sito (o forum) del pianeta è illegale. Andranno a caccia di questo o dei pedofili/razzisti/delinquenti di qualche genere?
Ah… cmq i filtri si possono aggirare. Ovviamente.
Teoricamente molti siti dovrebbero essere chiusi con questa legge sul copyright. E’ la solita legge stupida che spara a zero su tutto e tutti e non colpisce (quasi) nessuno. A meno che non si vada a toccare qualche interesse specifico, in questo caso di un ministro, il che rende la cosa “pericolosa” e discrezionale.