Fuori tempo massimo

Caso Englaro. C’è una discussione infinita su questa vicenda e non voglio aggiungere altro se non una constatazione. Sono passati una decina di anni da quando il padre della signorina Englaro ha portato avanti la battaglia  per il compimento della volontà della figlia. Dopo aver vinto tutte le battaglie legali. Dopo aver fatto tutto il lunghissimo iter processuale. Dopo estenuanti udienze e un massacrante lavoro con i propri avvocati. Dopo tutto questo cosa succede? Il governo fa un provvedimento all’ultimo minuto per bloccare un sacrosanto diritto sancito dalla Cassazione. I nostri parlamentari hanno avuto tutto il tempo per fare una nuova legge su questioni riguardanti i confini della vita. Niente. Non sono serviti gli appelli che sono venuti da molte forze sociali per una maggiore  chiarezza. Su questa questione si è gridato al “primato della politica” per poter spiegare un decreto abominevole, sia sotto il profilo umano che costituzionale. Il diritto di “salvare” qualcuno per imporre propri principi è decaduto dopo tutti questi anni di assordante silenzio da parte del Parlamento o di qualsivoglia governo. Se nei prossimi giorni venisse fatta una legge anche per coprire le vergogne di questo silenzio, solo perchè ora ci sono tutti i riflettori della tv, sarebbe un atto gravissimo. Siete fuori tempo massimo.

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Un Commento a “Fuori tempo massimo”

  1. Nicholas 8 febbraio 2009 at 23:06 #

    Totalmente d’accordo.
    Ma al di là di questo, e al di là delle personali opinioni che ognuno può avere su questo tema.
    Ha uno Stato libero e laico il diritto di mettere le mani in un ambito così personale? Per come la penso io, non è compito (né diritto) dello Stato decidere ciò che è “giusto” e ciò che è “sbagliato”. Uno può dare consigli, ma non imporli per legge. Le leggi dovrebbero limitarsi a stabilire ciò che è socialmente accettabile o inaccettabile, nel senso di andare a ledere altre persone o la comunità.
    Non capisco cosa dovrebbe ledere una decisione di questo tipo.

    PS: la Chiesa ha ovviamente il diritto di esprimere le proprie opinioni, come tutti. Però mi dà molto fastidio la retorica che viene usata, soprattutto quando si parla di diritto alla vita quando in realtà si sta difendendo un presunto dovere alla vita.


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