Una cedolare secca che non funziona
Una storia di evasione fiscale, raccontata da alcuni studenti universitari di Bologna:
Bologna è famosa per l’università che attira tanti studenti da ogni parte dell’Italia e del mondo. Lo è meno per l’estensione dell’evasione fiscale praticata dai proprietari degli appartamenti affittati in nero agli studenti.
Funziona così: il padrone di casa stabilisce un rapporto di fiducia con un tramite, potremmo definirlo un ospite–esattore, che, pattuita una tariffa a posto letto o a camera, si incarica di raccogliere mensilmente l’affitto dagli altri ospiti. A volte paga regolarmente come gli altri ragazzi, a volte fa valere una sorta di diritto del primo arrivato per cui pratica agli altri un affitto maggiorato per ricavarne un suo vantaggio economico. La proprietà chiude un occhio così l’OE (ospite-esattore) è sempre motivato a tenere occupate tutte le camere e gli garantisce una certa costanza del reddito ricavato dall’appartamento. Niente seccature dei rapporti diretti con gli studenti, e tutto rigorosamente in nero. La garanzia di impunità è un finto contratto di comodato gratuito tra la proprietà e l’OE.
Un Commento a “Una cedolare secca che non funziona”
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Mica solo a Bologna, ho fatto un anno a Padova in cui funzionava proprio così.
Il proprietario dell’appartamento era un avvocato…