Lo Schema di Ponzi

Lo schema di Ponzi è una delle truffe finanziarie più utilizzate e facili da realizzare. Esso si basa sulla bravura di chi compie la truffa nell’ottenere fiducia delle persone e nel nascondere quello che sta facendo.

In breve si tratta di convincere delle persone ad investire i propri soldi in operazioni fittizie, attraverso la promessa di tassi di remunerazione di solito molto alti, mentre questo denaro viene anche impiegato per altri scopi: pagare propri debiti, permettersi determinati consumi, fare investimenti più o meno rischiosi e così via.

Si tratta quindi di convincere, nel tempo, un sempre un maggior numero di investitori per pagare le obbligazioni promesse agli investitori precedenti, così da non insospettirli. I nuovi soggetti entranti pagano involontariamente i vecchi, sia per gli interessi che per il rimborso del capitale, mentre il restante va a chi ha creato tale truffa, che lo utilizza come vuole.

E’ una piramide a cascata, che funziona bene fintanto che ci sono nuovi investitori, denaro fresco che affluisce. Nel tempo però i soggetti coinvolti saranno sempre di più e alla fine la logica salta: non c’è abbastanza liquidità dare i soldi dovuti a tutti. Lo schema viene scoperto e chi lo crea va in prigione, alla fine è solo una questione di tempo. Quelli più colpiti saranno gli ultimi investitori coinvolti, mentre i primissimi ci guadagnano grazie al fatto che è passato abbastanza tempo da riavere indietro il rimborso di interessi e capitale.

Vi ho spiegato questo per presentarvi lo schema che ho pubblicato, tratto dall’Economist. Esso mostra come siano ancora molti quelli che utilizzano lo schema Ponzi e si tratta dei casi sopra il milione di euro. Se non avete capito bene di cosa sto parlando, migliori delucidazioni le potete trovare su Wikipedia.

I dieci miti da sfatare

I solidi numeri di Apple

Magari la morte del suo fondatore ha influito un poco sulle vendite, spingendole verso l’alto. In totale il fatturato supera i 46 miliardi di dollari per 13 miliardi di profitti.

Però i dati relativi al fatturato di Apple, visti questi tempi di crisi, sono stratosferici. Impressionanti quelli relativi alla vendita di iPhone e iPad nell’ultimo trimestre.

Via Mantellini.

Nuova Fiat Panda – Spot

L’ultimo spot della Fiat è fatto bene.

Detto questo, non comprerei mai la Nuova Panda.

Liberalizzazioni

Il decreto delle liberalizzazioni è un ottimo inizio. Si tratta di provvedimenti che nessuna (attuale) maggioranza politica sarebbe stata in grado di fare, ne’ era mai stato fatto negli ultimi dieci anni. Nonostante la protesta delle categorie, il governo sembra tirare dritto. La partita finale si svolgerà ora in Parlamento, dove agirà la pressione delle lobby. Le proteste sul territorio si prevedono molto dure.

Ci sono delle cose che sarebbero dovute essere migliorate. Un articolo di la Repubblica spiega quali siano i vincitori e vinti: tra coloro che ne escono indenni, a spiccare sono soprattutto banche/assicurazioni, petrolieri e ferrovie. Si spera che questi soggetti possano essere toccati in futuro.

Nei prossimi giorni, si affronteranno le tematiche del lavoro e della sburocratizzazione. Su quest’ultimo punto, una ottima idea è già stata inserita in questo decreto: la Società Semplificata a Responsabilità Limitata: capitale minimo di 1€, niente passaggio dal notaio, tempi veloci per creare una nuova società per coloro che hanno meno di 35 anni. Un bel provvedimento per i giovani che vogliano mettersi in gioco.

Sono comunque entrambi capitoli molto complicati, forse più delle stesse liberalizzazioni, ma per ora la volontà nel cambiare questo paese mi pare sia stato dimostrato.

La storia dell’imprenditore ubriacone

La valutazione finanziaria di un soggetto terzo si basa fondamentalmente sulla capacità di ripagare il proprio debito nel breve e nel medio-lungo periodo. Il breve periodo dipende dai flussi di cassa, ovvero dalle entrate/uscite correnti. Il lungo periodo da molte altre cose, come la capacità di creare strategie adeguate, la qualità delle risorse umane, la bravura nell’imporsi in un determinato settore, etc. Per mettere in luce quale sia la differenza tra breve/lungo periodo, in relazione alle critiche sui recenti declassamenti delle agenzie di rating, vi voglio fare l’esempio dell’imprenditore ubriacone.

Supponiamo che avete prestato a Tizio una certa quantità di soldi e siete disposti a finanziarlo, nel caso ne avesse bisogno, anche negli anni a seguire. Tizio ha un’impresa e investe tutti questi soldi in essa, per il suo sviluppo e mantenimento. L’impresa non ha problemi di liquidità, i bilanci sono a posto, nel breve-medio periodo dovrebbe godere (salvo gravi imprevisti) di un reddito adeguato perchè Tizio l’ha gestita abbastanza bene.

Un giorno venite a sapere che, da un paio di mesi, Tizio ha iniziato a ubriacarsi, ad avere una certa predilezione per la bottiglia. Voi che avete prestato soldi a lui e alla sua impresa, cosa ne pensate? Ovviamente che Tizio potrebbe attraversare giorni difficili. Come potete leggere, ho usato il condizionale: non avete la certezza che questa informazione avrà una ricaduta negativa sulla capacità di ripagare il debito da parte dell’impresa di Tizio, ma intuite un aumentato rischio futuro. Se vi chiederà altri prestiti, molto probabilmente, andrete da lui e pretenderete più trasparenza, maggiori delucidazioni sulla situazione, chiederete delle garanzie, alzerete il tasso di interesse, cose così. Il tutto nonostante la sua impresa goda, allo stato attuale, di buona salute.

Questa è un po’ la situazione dell’Italia. Nel breve in grado di ripagare senza problemi i propri debiti, soprattutto grazie alle finanziarie dell’ultimo anno. Nel medio-lungo termine invece non si riesce a convincere i mercati, per molte ragioni: criminalità organizzata, mancate liberalizzazioni, invecchiamento popolazione/classe dirigente, etc. Nonostante non conosca gli strumenti utilizzati da Standard&Poor’s per le sue valutazioni, suppongo siano questi i fattori che hanno influenzato i vari declassamenti e mantenuto un outlook negativo per il nostro paese.

La libertà economica in Italia

Nei prossimi giorni ci sarà il decreto sulle liberalizzazioni. Forse l’ultima opportunità di rilanciare, in qualche modo, questo paese bloccato da corporazioni e interessi contrapposti. Farmacisti, tassisti, liberi professionisti, benzinai, notai,  etc., saranno le categorie che dovrebbero essere più colpite. Seguirò con interesse la questione e le relative reazioni. Ci saranno molti disagi.

Intanto riporto una cartina che rappresenta la liberà economica dei vari paesi dell’Europa. Si tratta dell’Index of Economic Freedom, un indice creato dal World Heritage Freedom (rosso=poca libertà, verde=molta libertà). Per avere maggiori informazioni, vi rimando ad un articolo di Giornalettismo. Rispetto al resto del mondo, siamo al 93° posto, mentre i primi tre sono occupati da Hong Kong, Singapore ed Australia.

BBB+

Tre lettere che fanno male.

Ieri no, oggi sì

Quando era in maggioranza, la Lega aveva votato contro l’arresto di Cosentino, deputato in quota Pdl. Il motivo ufficiale della sua opposizione era che si riteneva ci fosse il fumus persecutionis.

Ora che è all’opposizione, decide invece di votare per l’arresto del dirigente campano. Un esempio di come ragiona la Lega, un partito che, a livello centrale, alterna perfettamente l’opportunismo con il populismo.

Basta cazzate: il montone voglioso

Vai con il “Romeo a quattro zampe”:

L’ariete, già ribattezzato «Randy» (dall’inglese: libidinoso), è diventato una piccola celebrità sull’isola. Nel luglio scorso l’ovino di razza Texel sarebbe fuggito da una fattoria del Northamptonshire, nell’Inghilterra centrale: l’animale è balzato sopra una siepe di un metro e mezzo finendo nel recinto riservato alle femmine. L’azienda agricola divide di solito gli esemplari adulti delle femmine in due campi diversi, allo scopo di avere «due picchi di nascite», riferisce il Sun. Randy ha però sfruttato il momento nel quale tutte le pecore si trovavano insieme nello stesso recinto. E non ha perso tempo. Nell’arco di una sola giornata ha ingravidato un terzo delle 109 pecore presenti. Ora, secondo il tabloid, alcuni esami hanno dimostrato che il «Romeo a quattro zampe» è padre di 33 agnelli; 15 sono già nati.

Time is Nothing

Time is Nothing // Around The World Time Lapse from Kien Lam on Vimeo.

Godetevelo, meglio se a schermo intero.

I possibili vincitori e vinti del 2012

Un grafico (cliccateci sopra per ingrandirlo) dell’Economist mostra quali saranno i paesi che avranno, secondo le previsioni della rivista, le migliori e le peggiori performance mondiali sul fronte della crescita/descrescita del PIL per il 2012.

Tra i migliori, Iraq (+10%) e Libia (+22%) beneficeranno della ricostruzione del proprio paese, anche grazie alla prevista ripresa della produzione delle risorse energetiche. Mongolia (+15%), Angola (+10%), Niger (+9%), Qatar (+8%) e Uzbekistan (+8%), anche loro cresceranno grazie alle esportazioni delle materie prime. La Cina (+8%) confermerà il suo trend positivo, mentre l’economia del confinante Buthan (+8%) sembra trainata proprio da quella cinese, stessa cosa per Macao (+12%).

Tra i peggiori, Grecia (-7%) e Portogallo (-4%) si distinguno a causa della contrazione della spesa pubblica, derivata dai tagli per pagare il proprio debito. Il Sudan (-9%) ha invece una storia a se’, visto che quest’anno c’è stata la scissione di una parte del suo territorio, che è andato a formare l’attuale Sud Sudan. I restanti paesi sono quasi tutti europei: l’Italia (-1%) spicca tra i peggiori, ma il rischio è che la previsione qui riportata sia ottimistica. Difficile capire le difficoltà dello Swaziland (-2%).