2060: la fine del mondo?

Tutti noi credevamo che nel 2012 ci fosse questa benedetta fine del mondo. Più di una volta Roberto Giacobbo, nella sua trasmissione Voyager, ci aveva indicato quell’anno a causa di una profezia dei Maya. Lui ci aveva scritto pure un libro sull’argomento, facendoci capire che dovevamo attenderci qualche grande cambiamento a breve. Mancavano solo due anni alla “verità”, potevamo aspettare.

Invece mercoledì viene fuori questo servizio su Isaac Newton. Ispirandosi alle parole del profeta Daniele, il famoso scienziato inglese avrebbe predetto una data per la fine del mondo: il 2060, l’anno (nuovo) dell’Apocalisse. Vi posto il servizio, lungo ben 12 minuti, in cui si descrive come fosse giunto a queste conclusioni. Proprio “interessanti” le parole finali a commento del video: “Forse davvero, mai come in questo caso, in ogni genio si cela anche un elemento di follia”. Mannaggia a te Giacobbo.

Attività Produttive

Il ministero con portafoglio delle Attività Produttive è da mesi nelle mani di Berlusconi, dopo che Scajola aveva lasciato per le note vicende. Molti gli chiedono di lasciare l’interim e di trovare la persona giusta che andrà ad occupare quel posto, anche per motivi di conflitto d’interesse (vabbè). Fossi in Silvio, farei un gesto che in Italia avrebbe dell’eclatante: cancellerei quell’inutile poltrona e suddividerei le sue risorse agli altri ministeri. Così evitiamo qualche taglio alla scuola o all’università, tanto per cominciare.

Disastro Photoshop by Padania

Quelli de il giornale La Padania hanno deciso di mettere in prima pagina una fotografia non troppo “realistica”:

Poco sotto, su un camper, una banderuola. Appiccicata così com’è, rettangolare, sul retro di un veicolo in realtà parcheggiato di traverso. Zero senso della profondità, neppure un tentativo. E l’ultima, per censirle tutte, ricorda qualcosa, la prima che dovrebbe sovvenire: ma com’è che le bandiere vanno in due direzioni diverse? Incantesimo di druidi celti? Folata di vento biforcuta? Poi vabè, ci sarà dell’altro (qui per ingrandire). Photoshop disaster - e non è la prima volta. Ma già penso basti a capire il tipo di lavoro che obera la redazione della Padania. E l’idea che si sono fatti dei propri lettori – persino non sbagliando.

Mentana conduce il Tg La7

Ieri Enrico Mentana ha iniziato a condurre il Tg La7 di cui è direttore. Gli ascolti lo hanno premiato: l’edizione delle 20 ha ottenuto il 7,31% di share con 1.490.000 spettatori, circa il doppio di quanto faceva prima. Un ottimo risultato, anche se sicuramente influenzato dalla novità del suo ritorno. Nei prossimi mesi si vedrà se riuscirà ad essere un’alternativa credibile al duopolio dell’informazione Rai-Mediaset, ma l’inizio sembra promettere molto bene.

Gheddafi a Roma

Nonostante questa sia la celebrazione del trattato Italia-Libia di due anni fa, il quale, voglio qui ricordare, costerà alle patrie casse oltre un miliardo di euro cash, c’è una cosa più “pragmatica” che mi ha colpito. Cioè il fatto che il ministro Frattini e Berlusconi abbiano parlato con il leader libico di immigrazione, infrastrutture, energia, economia internazionale e, dulcis in fundo, di come uscire dalla crisi, il tutto in 30 (trenta) minuti. Non tenendo poi conto del tempo perso dagli interpreti a fare le traduzioni. Una specie di sveltina diplomatica.

Sembra che tutto questo bailamme sia una grande festa collettiva pagata dallo Stato, più che un incontro per conseguire (anche) utili accordi che non siano già stati fatti a suo tempo da grandi società energetiche e infrastrutturali. Condito con il solito seguito di vicende da gossip di basso e livello e di frasi molto singolari del colonnello tipo: “L’Islam diventi la religione d’Europa” (derubricata in “folklore” da B.).

In Europa certe cose succedono solo in Italia… ma volete mettere il divertimento? Ahah.

Grandi idee artistiche

Una pornostar per lanciare il Giorgione, Mantellini così riassume:

L’attrice italiana Vittoria Risi, protagonista dell’indimenticata pellicola del 2008 “Fantasie Anali 2″ ma anche del meno noto lungometraggio “Zorra, la donna che voleva escopar”, terrà una rappresentazione a Venezia spogliandosi di fronte alla tela di Giorgione “La nuda”. È una idea del nuovo sovrintendente al polo museale Vittorio Sgarbi.

La prima digitale della Kodac

Ecco la prima macchina fotografica digitale della Kodac creata nel lontano 1975. Cliccate sopra l’immagine se volete ingrandirla.

One of my favorite factoids about this snazzy digital camera is the fact that it took 23 seconds to record a single digital image to its cassette deck. To view the filmless photo, Mr. Sasson had to remove the cassette from the camera and place it in a customized reader that could display the image on an old black and white television.

Non più molto Re

Burger King di questi tempi non se la passa molto bene.

Chi sceglie i numeri?

Ecco l’idea che farà vincere al sindaco di Melito (NA) l’ambito premio “Proposta più inutile dell’anno”:

Investire fondi pubblici per giocare al Superenalotto e trasformare, in caso di vincita, il proprio comune in un paradiso in cui i cittadini non pagano tasse: questa è l’originale scommessa di Antonio Amente, sindaco di centrodestra di Melito, nel Napoletano. «Voglio trasformare la mia città in una piccola Montecarlo, dove tutti possono felicemente risparmiare i propri soldi», così ha esordito Amente quando ieri ha reso nota la sua idea.

Dietro le apparenze

Da ieri dietro le ricerche fatte su Yahoo USA/Canada c’è il motore di ricerca Bing di Microsoft. In alto la piccola differenza rispetto al passato che si riscontra dopo aver fatto una ricerca su Yahoo.com.

The Bone Eater

Diretto da Jim Wynorski, trama scritta da uno sceneggiatore di cinque anni, interpretato da attori presi a caso, con effetti speciali da urlo (sì, fanno urlare). Nonostante queste premesse, The Bone Eater è un film che merita di essere visto una volta nella vita, anche solo per capire a che livelli masochistico-trash può arrivare una pellicola. Volete ridere e allo stesso tempo piangere? E’ il film giusto per voi.

La storia narra il ritrovamento in un cantiere di ossa appartenenti ad un non determinato periodo storico indiano. Queste ossa sono però maledette e, appena vengono ritrovate, un mostro scheletrico appare sulla scena. Questi, preso da una frenetica voglia di uccidere, ammazza disintegrando tutti quelli che gli capitano a tiro toccandoli o esalando il proprio respiro. Ecco che quindi lo sceriffo del luogo cercherà di indagare su queste morti “sospette”. Comincia così un’indagine assurda, insensata, intrecciata a vicende familiari e locali del tutto inutili ai fini della trama.

E’ difficile dire quale sia la parte “migliore” del film. Il memorabile inizio in cui appare subito il mostro? L’inseguimento a dorso di cavallo fantasma dello scheletro fantasma per accoppare delle persone in moto? I molti sguardi allucinati degli attori? In effetti non si sa, sarebbe meglio evitare di stilare questa difficilissima classifica. Anche se probabilmente la scena finale, con lo scontro tra lo sceriffo e il mostro, resta la più epica: l’uomo, vestito da indiano con vestiti presi al discount, va verso il mostro cavalcando orgoglioso un cavallo. Bastano poi dieci intensissimi secondi per arrivare alla fine del combattimento. In tre parole: una cagata pazzesca!

Il trailer su Youtube.

C’è Megavideo per chi volesse guardarselo in streaming.

Una sola riga

Faccio una breve divagazione letteraria con Stephen King.

L’autore americano è stato spesso “accusato” di saper scrivere solo libri che sono dei veri e propri “mattoni”. Ricordo il famoso It, ma ce ne sono tanti altri.

Durante un’intervista una giornalista glielo fece notare e gli chiese quindi di scrivere un romanzo di una sola riga. Lui rispose subito così.  Continua…